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Le Punizioni Corrette per i Bambini

Punizione per bambiniUN MANUALE PER NON SBAGLIARE

Le marachelle che un bambino può commettere sono tantissime ed esistono anche tante punizioni la cui efficacia va più o meno provata con l’esperienza.

In passato diversi sistemi scolastici interpretavano la punizione con una pena corporale o peggio attraverso l’umiliazione psicologica del bambino. Oggi per fortuna non è più così. Ma come deve essere una giusta punizione?


IL FORMULARIO DELLA CORRETTA PUNIZIONE:

1 - Le punizioni devono avere scopo educativo

Lo scopo delle punizioni deve essere sempre insegnare qualcosa: il piccolo deve capire quali sono i motivi del castigo che subisce. Il modo migliore per farglielo capire è spiegarglielo con un linguaggio chiaro e con una corretta mimica del corpo. Se serve alzate la voce (senza urlare) ma considerate che il vostro scopo è trasmettere una buona educazione. Quindi voi siete il primo esempio.

 
2 - Le punizioni devono essere finalizzate a modificare il comportamento

Se un bambino morde un compagno d’asilo perché questo l’ha fatto arrabbiare, la maestra dirà al bimbo: “Sei in castigo, siediti da solo e in silenzio e cerca di capire perché il tuo comportamento è sbagliato, torna tra i tuoi compagni quando l’avrai capito”. La giusta punizione prevede la modifica del comportamento e non dell’emozione che l’ha prodotto. Il nostro scopo non è impedire che il bambino si arrabbi ma insegnarli a gestire correttamente questa emozione. Se un bambino si arrabbia con un compagno perché è il più aggressivo della classe, è giusto che sia così, ma ci sono modi diversi dal morso per farglielo notare.

3 - Le punizioni devono essere chiare e immediate

Il castigo deve essere una condizione ben definita: “siediti da solo”, “stai in silenzio”, “non puoi uscire a giocare”. Se il castigo è vago e significa solo che siete arrabbiati con lui il bambino non comprenderà cosa significa la punizione. L’immediatezza è altrettanto importante. Non ha senso punire un comportamento errato dopo tanto tempo perché si perde la connessione tra emozioni e stati d’animo che l’hanno generato, azioni concrete e risultati ottenuti.

4 - Le punizioni devono essere proporzionate

Le punizioni non devono essere ovviamente disgustose, crudeli, violente, troppo lunghe, lesive della persona, derisorie o umilianti. Una punizione sproporzionata suscita una reazione antipedagogica. Punite una piccola marachella con una piccola umiliazione e determinate una scala di valori. Potete mantenere la stessa punizione e aumentare o diminuire la sua durata: “stai seduto dieci minuti”, “stai seduto mezz’ora”, “stai seduto tutto il giorno”.

5 - Le punizioni non devono danneggiare esperienze di vita importanti nè riguardare cibo, sonno e funzioni vitali in genere

Non sono buone punizioni quelle che proibiscono al piccolo di andare alla gita scolastica, o alla festa di compleanno di un amichetto, o alla caccia al tesoro organizzata da tempo dalla scuola... Non si può punire mandandolo a letto senza cena, né impedendo il sonnellino oppure obbligandolo a stare inginocchiati o in posizioni scomode. Se il castigo deve durare una settimana può benissimo essere interrotto in caso di necessità. Siate elastici. Ma se il bambino vuole fare le normali attività quotidiane (giocare, guardare la tv, cantare) siate inflessibili.

6 - Per essere efficaci le punizioni devono essere poche

Una giornata che passa da una punizione all’altra non è sostenibile. Il bimbo non le prenderà sul serio. La punizione deve essere una, chiara ed efficace. Il bambino se ne deve ricordare a lungo e la paura del castigo deve suscitare in lui degli interrogativi su come si dovrà comportare la prossima volta.

7 - Accettate gli sconti di pena

È vero bisogna essere inflessibili ma ci sono situazioni in cui uno "sconto di pena" ha scopi educativi superiori rispetto all’inflessibilità. Se due bambini litigano e arrivano alle mani vanno puniti. Se sono disposti a chiedersi scusa e a stringersi la mano per fare una (autentica) pace la punizione può essere scontata. In questo caso l’insegnamento è a riconciliarsi sempre.

8 - Fatta la punizione serve il perdono

Non bisogna far sentire il bambino in colpa troppo a lungo. Quando ha scontato il suo castigo si deve considerare la cosa come dimenticata senza continuare a ricordargli che si è comportato male o peggio, rinfacciandoglielo. Alla prossima marachella (e quasi sicuramente ci sarà una prossima volta) ci sarà un’altra punizione. Se serve un po’ più pesante.