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APRIRE UN ASILO NIDO

In casa, in azienda, in condominio. Ma anche in una fattoria oppure un agriturismo. Sono le nuovissime formule che rinnovano il business dedicato agli asili nido.
Ampia disponibilità e tante opportunità per coloro che offrono strutture per neonati, orari lunghi e servizi di qualità.



Grandi spazi d'impresa, gratificazioni numerose e ritorni economici significativi.
E cosi l'avvio di un asilo, da tempo ottima opportunità professionale per le donne,inizia a interessare anche gli imprenditori del sesso forte. Ad avere successo soprattutto le formule più innovative. In Italia, sono 3.008 i nidi d'infanzia e 732 i servizi educativi integrativi di cui quasi il 70% a titolarità pubblica (Centro Nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza di Firenze, 2000). Nonostante il miglioramento dell'offerta, gli spazi sono ancora tanti, soprattutto per le strutture che ospitano i piccoli sotto i tre anni, che non possono ancora accedere alla scuola materna e che sono rimasti fuori graduatoria nei nidi pubblici.

Le nuove opportunità nel settore dei servizi all'infanzia sono davvero numerose. Dall'asilo nido nei luoghi di lavoro, ai baby parking condominiali, dall'asilo in casa al micronido in campagna. Le nuove formule offrono servizi di qualità e orari elastici: il tutto a prezzi non proibitivi.

Il bisogno di asili nido è forte nelle grandi città come in quelle più piccole, al Nord come al Sud dove la fa ancora da padrona la tradizionale scuola materna. Bisogna però ammettere che, anche sotto il profilo della resa economica, le nuove specializzazioni di asilo sono un'opportunità più ghiotta dei nidi tradizionali dove i costi di personale, affitto e utenze in molti casi mettono a dura prova la redditività aziendale. Inoltre, grazie alla possibilità di avvalersi dei contributi pubblici o di quelli aziendali (nel caso dei nidi aziendali), si riescono ad alleggerire gli investimenti per lo start up. Non solo. Anche il peso burocratico è alleggerito nelle nuove formule. Per chi avvia un piccolo nido in casa non è necessario nemmeno costituire un'impresa (di solito sono cooperative o società di persone) ma basta avere partita Iva e iscriversi all'lnps come assistenti di infanzia.

Attenzione però a non credere a facili improvvisazioni. «il lavoro, oltre a comportare evidenti responsabilità richiede anche grande abilità gestio-nale e ottime capacità di relazione con i genitori». Ma come si comincia? E'è sempre meglio partire in piccolo così si limita all'osso il personale dipendente e le assunzioni a tempo indeterminato. Con rette mensili intorno ai 400-500 euro, se ci lavorano 2-3 persone e l'attività funziona, dopo un anno e mezzo si rientra dall'investimento». Ci vogliono circa 30-40 mila euro per arredare zona notte, pranzo e gioco, attrezzature varie (proiettore, videoregistratore...), giochi e materiale didattico. Va ancora meglio per asili famiglia e micronidi in quanto gli investimenti sono decisamente più bassi quando non addirittura assenti, come nel caso dell'asilo in azienda dove è la stessa ditta ad approntare la struttura. In più, sono minori anche i costi di gestione: affitto, personale, utenze, assicurazioni.

Chi apre un asilo, dopo aver sperimentato per qualche tempo il successo della formula imprenditoriale messa a punto, ha anche l'opportunità di far fruttare le competenze e l'esperienza offrendo servizi di consulenza a 360 ° a chi vorrà intraprendere lo stesso business. E, per i più ambiziosi, c'è anche l'opportunità di avviare una rete con il proprio marchio in franchising.