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Data Pubblicazione: 27/03/2008
Asili nido aziendali: la loro importanza
Quanto costa aprire un asilo nido aziendale e cosa bisogna fare
Lo dice la parola stessa, l'asilo aziendale è una struttura destinata ai più piccoli di età compresa tra i 3 e i 36 mesi, che viene aperta all'interno delle aziende. Sono molti i vantaggi che se ne trae, sia a favore della ditta stessa, che delle mamme lavoratrici. E' un'ottima alternativa soprattutto nelle ditte grosse con molti dipendenti.
Se si ha intenzione di aprire un asilo aziendale, si devono innanzitutto valutare le reali possibilità di successo, chiedendo quindi ai dipendenti, in modo piuttosto informale, quanto possono essere interessati all'eventuale apertura di una struttura di questo tipo. Poi, si può sicuramente contattare l'amministrazione comunale, che può proporre eventuali agevolazioni. Ma quali sono i requisiti per poter aprire un asilo nido aziendale e quanto occorre investire?
Per prima cosa, occorre cercare dei locali adatti e ristrutturarli a misura di bambino, quindi arredarli con mobili, giochi, tavoli, sedie e quant'altro, tutto rigorosamente seguendo le recenti normative vigenti in materia. I costi fissi che l'azienda dovrà farsi carico sono quelli relativi alla corrente elettrica, al riscaldamento e al consumo dell'acqua.
Vi è poi la stipula dell'assicurazione con danni contro cose e persone. Il costo del contratto dipende da molti fattori, primo tra tutti il numero dei bimbi che l'asilo accoglierà e la metratura dei locali. Ogni mesi (oppure ogni tre mesi, a seconda degli accordi stipulati con il proprietario delle mura) ci sarà da mettere in conto le spese per l'affitto. Anche in questo caso, la cifra varia in base alla grandezza del locale e alla posizione rispetto al centro città.
Un'altra spesa fissa ma variabile a seconda dei consumi, è rappresentata ogni mese (oppure ogni 15 giorni) dall'acquisto di materiale di cui necessitano i bimbi che frequentano l'asilo: prodotti per l'igiene, quindi pannolini, carta igienica, salviettine umidificate, scottex, prodotti alimentari come l'acqua e merendine, e prodotti per la cancelleria come colla, cartoncini, pennarelli, tempere, libri, album.
Infine, una volta all'anno la struttura dovrà essere “revisionata” e quindi nella manutenzione ordinaria si possono far rientrare tutte quelle piccole cose a livello didattico per esempio, che si danneggiano o che necessitano di essere aggiornate (tipo il computer).
La manutenzione straordinaria verrà fatta invece ogni cinque anni e riguarderà un po' tutti i locali. Gli stessi locali dovranno avere un'entrata indipendente rispetto all'azienda e lontano da confusione e rumori vari. Per quanto riguarda le educatrici da assumere all'interno dell'asilo, il rapporto solitamente è di una ogni 5 bambini, nel caso si tratti di bimbi piccoli, al contrario il rapporto diventa di un'educatrice ogni 8 bimbi.
Una volta avviato l'asilo nido aziendale può capitare di ricevere domanda di ammissioni da parte di bambini al di fuori della ditta, e questo non può essere considerato che un grande vantaggio, un'ottima reputazione. Se invece il numero dei bimbi iscritti è decisamente minore rispetto alle vostre aspettative, potete “bussare” la porta ad un'altra azienda e costituire così un asilo nido a interaziendale. Tante soluzioni insomma per sistemare i bambini accanto alle mamme lavoratrici, senza far perdere il posto di lavoro alle mamme, e senza perdere la produttività dell'azienda!
Articolo di: Pinuccia Carbone
Per altre informazioni e per conoscere alcuni asili nido aziendali visita anche la sezione dedicata su AsiliNido.biz - Asili Nido Aziendali
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