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Data Pubblicazione: 16/06/2011

Se il Bambino non vuole andare all'Asilo

Scopriamo le motivazioni e cosa fare per aiutarlo

Se il Bambino non vuole andare all'Asilo UN DRAMMA MATTUTINO

Mattina, ore 7:00. In apparenza tutto procede come il solito: ci si veste, si fa colazione, si lavano il viso e i denti e via di corsa al lavoro e all’asilo per accompagnare il bambino.

All’improvviso, davanti al cancello, le parole che nessuna mamma vorrebbe sentire: “Mamma, non sto bene, mi fa male la pancia, voglio tornare a casa”. Ecco l’incubo di tante mamme: il piccolo da un giorno all’altro si rifiuta di andare all’asilo.

L'ansia per l’asilo si manifesta quasi sempre al momento del primo impatto, a due-tre anni. Spesso il rifiuto si presenta dopo un primo periodo di accettazione. Esaurita la novità, il bambino comprende di dovere rimanere fuori casa per buona parte del giorno. La mamma è disperata: deve correre al lavoro, ma non vuole lasciare il piccolo in lacrime, mentre cerca di aggrapparsi ai suoi vestiti. Il bimbo può manifestare anche sintomi fisici come dissenteria, vomito o mal di pancia.

Le motivazioni per cui il bambino non va più volentieri all’asilo sono le più svariate. Un'insegnante particolarmente severa o un gruppo di coetanei aggressivi. Il motivo più comune è la mancanza della mamma e la perdita della sicurezza della propria casa. Tutte queste condizioni determinano il suo disagio ma non sono mai un motivo sufficiente per tenerlo a casa.

CHE COSA SI PUÒ FARE?

La sera parlate sempre con il bambino di cosa ha fatto all’asilo, facendovi raccontare anche dei suoi rapporti con i compagni. Perdete anche qualche minuto per un colloquio con l’educatrice per sentire il parere di chi lo osserva ogni giorno. Dategli un “amuleto”: un pupazzo, un peluche o un bracciale, qualcosa che gli ricordi la promessa fatta alla mamma, che tra poche ore tornerà a prenderlo. La cosa più importante è insistere a mandarlo regolarmente all’asilo. La routine è il miglior sistema per abituarlo alle nuove situazioni.

Evitate di tenerlo a casa assecondando i suoi capricci. Il mattino naturalmente è il momento più difficile. Per non partire con il piede sbagliatelo non chiedetegli: "come stai, hai voglia di andare oggi?", dareste solo spazio alle sue rimostranze. Preparatelo in ogni caso e se comincia a segnalare disturbi, ma vi sembra che siano legati solo all’ansia, portatelo comunque all’asilo.

Per aiutarlo a socializzare dategli la possibilità di stare insieme ai coetanei. Cercate di dargli opportunità per stare con altri bambini, portatelo a giocare dai suoi amichetti e invitateli poi voi a casa vostra. Fino ai tre anni i bambini sono più egocentrici ma poi cambiano completamente. La tendenza ad aver paura di posti o situazioni nuove poi diminuisce se aiutate il bambino ad acquisire indipendenza dai genitori già da quando è piccolo. Affidatelo ai nonni o a una baby-sitter: staccatelo insomma poco per volta da voi per brevi periodi.


Articolo di Valeria Gatti