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Data Pubblicazione: 06/05/2009
Graduatorie asili nido
Scopriamo perché e come gli asili nido comunali
e gli asili nido privati adottino il sistema delle graduatorie per rispondere ad una crescente richiesta
Oramai non si contano più gli asili nido privati sparsi in tutta Italia, persino nei paesi più piccoli. Domanda e offerta si incontrano eppure i tempi d'attesa per un posto all'asilo nido sono ancora lunghi, soprattutto nelle grandi città. Nonostante le tante strutture private ogni anno sono molte le famiglie che rimangono a lungo in attesa in graduatoria.
Alcune mamme addirittura sono costrette a iscrivere il proprio figlio all'asilo nido quando ancora il bimbo è in grembo. Sono situazioni assurde, soprattutto nelle strutture pubbliche. Molti si chiedono in che modo funzionano le graduatorie. Di cosa tengono conto gli addetti ai lavori? Perchè ogni volta in lista vi sono dei "sorpassi"?
I fattori da prendere in considerazione per le graduatorie negli asili nido comunali o privati sono molteplici e variano da Comune a Comune. Diciamo subito che gli asili nido privati seguono esclusivamente il criterio della data di iscrizione, salvo diverse disposizioni.
Negli asili nido comunali invece gli addetti ai lavori, quando le iscrizioni sono al "collasso", sono costretti a prendere provvedimenti per facilitare alcune famiglie piuttosto che altre.
Le famiglie che vengono agevolate negli asili nido comunali sono quelle in cui entrambi i genitori lavorano. Un occhio di riguardo è rivolto anche alle famiglie con più figli oppure con un figlio disabile. Ai primi posti della graduatoria poi troviamo quasi sempre le ragazze madri o comunque i casi in cui vi è un solo genitore ad avere l'affidamento del piccolo. Da ultimo è valutato anche il reddito annuo familiare.
L'asilo nido si frequenta dalla nascita fino ai 36 mesi. "Dalla nascita" in concreto significa a partire dai 3 mesi, contando il periodo obbligatorio che spetta alla neomamma, il cosiddetto "periodo di maternità". Questo periodo permette di rimanere a casa i 2 mesi prima della nascita del bebè e i 3 mesi dopo, o in alternativa un mese prima e 4 mesi dopo il lieto evento.
Solitamente, se il lavoro e la gravidanza lo permettono, le donne tendono a lavorare fino a un mese prima del parto. In questo modo possono stare vicine al proprio bimbo per i 4 mesi successivi alla nascita. Trascorso tale spazio di tempo si potrà decidere se mandarlo all'asilo nido oppure appoggiarsi ai nonni o a baby sitter.
Articolo di Pinuccia Carbone
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