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Data Pubblicazione: 19/01/2012

Insegnare la musica ai bambini

Il metodo Gordon all'asilo

Insegnare la Musica ai Bambini LA MUSICOTERAPIA ALL'ASILO

La musica fa bene, anche ai bambini. Le onde del canto si propagano nel nostro corpo e le note sono capaci di rilassare e condizionare l'umore. La musica è importante, anche per i bambini, sin dalla più tenera età. Questo è ciò che sostiene anche il professore Edwin Gordon, ricercatore presso la South Carolina University e presidente onorario dell'Associazione Italiana Gordon per l'Apprendimento Musicale (AIGAM).

Gordon, attraverso i suoi scritti ed esperimenti didattici (è stato per molti anni insegnante di musica per i bambini), ha fornito un contributo fondamentale allo studio dell'attitudine musicale, del pensiero musicale e del suo sviluppo da parte del bambino. Il movimento, il senso ritmico e il loro sviluppo sono elementi importanti per una crescita completa: lo sostiene Gordon nella sua Music Learning Theory, teoria dell'apprendimento musicale.

COME E QUANDO INSEGNARE LA MUSICA

Il metodo Gordon ha fatto il giro del mondo, tant'è che anche in Italia molti asili nido e scuole dell'infanzia lo propongono come fiore all'occhiello dell'educazione musicale. E non è un caso: secondo l’autore, infatti, il periodo migliore per insegnare la musica ai bambini va dalla nascita all’età prescolare. Questo è infatti un momento determinante per dare fiato alle potenzialità musicali naturalmente innate in ogni bambino. La musica è fonte di conoscenza, benessere, allegria, gioia, condivisione e capacità di ascolto del mondo: tutte note positive per i bambini. Si nasce con una cassa di risonanza naturale, il nostro corpo, che si può coordinare e armonizzare attraverso la voce e il diaframma.

Come sostiene Gordon, imparare la musica è tanto importante quanto saper ascoltare il silenzio: spesso infatti, negli asili e nelle aule, c’è una sovrabbondanza di parole, usate allo scopo di “riempire i vuoti” e di catturare l’attenzione, cosa che non si dovrebbe sempre mettere in atto. Il silenzio va imparato ugualmente come importante momento di ascolto, per poi poter riprodurre, in modo naturale, i suoni che si sentono nel silenzio.

Questo potrebbe essere infatti un primo esercizio musicale per i bambini più piccoli: tutti in silenzio in classe, ci si allena ad ascoltare gli uccellini che cantano, le auto che si muovono, la maestra che urla dalla classe accanto e a riprodurre i vari suoni uditi. La musicoterapia non è ancora molto diffusa in Italia, oltre che ad essere un ottimo strumento di integrazione nelle attività didattiche, può rivelarsi una modalità espressiva e comunicativa decisamente efficace per quei bambini che presentano patologie particolari o che sono diversamente abili.

La musica è davvero un linguaggio alla portata di tutti. Attraverso materiali di recupero (bottigliette di plastica, rotoli di cartone della carta igienica, piatti di carta, semi, gusci) si possono realizzare laboratori creativi e costruire strumenti musicali spettacolari con cui poi suonare tutti insieme.

Articolo di Valeria Gatti