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Data Pubblicazione: 26/07/2011

Pidocchi in Asilo – cosa fare

Ecco come limitare il contagio tra i bambini

Pidocchi in Asilo - cosa fare“Attenzione: nella comunità dell’asilo si sono verificati casi di pediculosi, vi invitiamo a controllare i vostri bambini e comunicare alle educatrici ogni nuovo caso di contagio”. Spesso è con un messaggio di questo tipo affisso alla porta o sulla bacheca dell’asilo che si annuncia l’inizio di un’infestazione di pidocchi, un fatto molto frequente a fine estate.

Incominciamo dai falsi miti: i pidocchi non sono indice di poca pulizia né degli ambienti né dei bambini che frequentano l’asilo. Sono pericolosi solo perché si propagano velocemente in modo endemico attraverso il contatto diretto o indiretto e sono resistenti. Tagliare i capelli cortissimi non risolve assolutamente il problema. I pidocchi non volano, strisciano da capello a capello o su oggetti.

Pediculosi è il nome scientifico della patologia infettiva causata dai pidocchi capitis (cioè la specie che vive sulla testa), piccoli e fastidiosi insetti che si comportano nei confronti dell’uomo come i vampiri, cibandosi del suo sangue. La saliva che immettono nella ferita provocata dal morso causa una reazione infiammatoria che porta il prurito e la dermatite.

I pidocchi dipendono dall'ospite per il nutrimento e per il calore. Lontani dal corpo umano possono sopravvivere solo pochi giorni. Le larve invece riescono a resistere a temperatura ambiente fino a dieci giorni.

Come capire se il bimbo ha i pidocchi?

Bisogna controllare soprattutto dietro le orecchie e sulla nuca, utilizzando un pettine a denti stretti. Le uova (lendini) sono visibili in modo chiaro come piccoli puntini bianchi attaccati alla base del capello. Hanno forma allungata e sono di colore grigio-bianco. Dopo una settimana dalla deposizione le uova si schiudono e il pidocchio comincia a crescere, la vita media è di un mese.

Che cosa fare per curarlo? Ecco alcuni consigli:

- lavate con acqua bollente indumenti, biancheria, asciugamani, pettini e spazzole dopo averli immersi per un’ora in acqua bollente con detersivo;

- controllate giornalmente chi ha contatti con il soggetto infestato. Tutti i membri della famiglia dovrebbero essere trattati contemporaneamente;

- conservate in un sacchetto di plastica chiuso per due settimane gli oggetti che non possono essere lavati in acqua o a secco;

- usate un pettine stretto spesso per rimuovere le uova non più vitali;

- applicate un prodotto specifico, fatevi consigliare in farmacia;

- non condividete pettini, spazzole, o cappelli.


Articolo della Redazione di AsiliNido.biz